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Storia

5 March 2015

Nel terzo millennio A.C. la Puglia era già abitata. La popolazione, genti illiriche che greche, abitarono questa Terra provenendo dal Mare Adriatico e chiamandola Japigia. Era separata in tre parti la Daunia (Puglia settentrionale), la Peucezia (Puglia centrale) e la Messapia (antico Salento).
Gli Japigi combatterono nei secoli successivi contro invasori greci provenienti dall’antica Micene (XV-XII secolo A.C.) e contro grandi potenze di allora come Sparta, che successivamente colonizzò la costiera ionica continuando ad espandere il loro Impero conosciuto con il nome di Magna Grecia. La capitale di questa civiltà fu Taranto sia per il suo importantissimo porto che per la propensione geografica al commercio.
Con l’avvento della Magna Grecia, la Puglia visse un periodo molto florido dal punto di vista commerciale ed economico con le sue città principali, Brindisi e Taranto su tutte, che nel corso degli anni acquisìrono una superiorità politica sulle altre colonie dell’Italia meridionale (VII-IV secolo A.C.)
Dal III secolo A.C. i Romani gradualmente iniziarono la conquista della Puglia, introducendo le loro leggi e i loro costumi. Con la conquista totale dell’attuale Puglia, conclusasi nel 260 A.C., la regione fu unificata per la prima volta dal punto di vista amministrativo, istituzionale, linguistico e culturale.
Brindisi acquisì un enorme importanza dal punto di vista commerciale divenendo la “Porta d’Oriente” tra i traffici Romani e quelli con la Grecia; venne elevata al rango di municipio romano e venne creata una connessione diretta tra la Capitale e la città attraverso la Via Traiana e la Via Appia. Brindisi crebbe esponenzialmente anche dal punto di vista demografico per le grandi possibilità di lavoro che riusciva ad offrire.
Con la caduta dell’Impero Romano (IV-V secolo D.C.) la Puglia si espose a invasioni barbariche che avviarono le floride città di Taranto e Brindisi verso un periodo di decadenza e declino. Tra il V ed i VII secolo si succedettero i Bizantini, i Goti e i Longobardi che, durante le loro guerre di conquista, distrussero infrastrutture e fecero crollare quell’impero commerciale che aveva dato lustro a questa terra nei secoli precedenti.
Nel IX e X secolo, la Puglia fu ragione di conflitto tra l’Impero Romano d’Oriente e l’Impero Bizantino. Gente di diversa provenienza, tra cui Slavi, Saraceni e Greci iniziarono a popolare la zona creando anche grandi centri ebraici come a Venosa e Oria. In questo periodo sono databili anche le tante basiliche e monasteri benedettini e greci distribuiti nel territorio.
La città di Bari fu conquistata dai Bizantini nel 870 che fecero il maggior centro politico, militare e commerciale dell’Impero Romano d’Oriente.
La svolta economica della Puglia si ebbe dopo l’anno 1000: i paesi si espansero, la popolazione crebbe, le campagne divennero rigogliose grazie a nuove tecniche di coltivazione e furono costruite chiese e cattedrali in gran numero.
Nascono le Contee di Puglia, ovvero dodici baronie costituite con il beneficio dei capi Normanni divise tra le terre di Capitanata, Gargano, Apulia, Campania e Vulture. Sotto la dinastia Normanna (intorno al 1130), la Puglia beneficiò di tranquillità e relativo benessere nonché di una grande prosperità economica. Risalgono a questo periodo gli affascinanti castelli, i gloriosi monumenti e magnifiche cattedrali che ammiriamo ancor oggi.
Nel tardo XII secolo, dopo che la dinastia Normanna fu spodestata dagli Svevi e dall’arrivo di Federico II (1220-1250), la Puglia conobbe un rinnovamento soprattutto dal punto di vista delle fortificazioni e dei palazzi imperiali. Bari fu ricostruita e visse uno dei periodo più belli della sua storia. Foggia fu scelta come sede imperiale e sempre in quegli anni, Federico II liberò la città di Andria dal peso delle tasse e costruì Castel del Monte.
La Puglia ricoprì un ruolo fondamentale anche durante le Crociate in quanto il porto di Brindisi divenne luogo principale d’imbarco per cavalieri e pellegrini diretti in Terra Santa.
A partire da XV secolo la Puglia riprese l’egemonia nel meridione d’Italia, soprattutto per quanto riguarda le attività commerciali: infatti in questo periodo i porti erano spesso frequentati da mercanti Veneziani, Genovesi e Ragusei. Ben presto però la Puglia dovette inchinarsi ancora agli assedi ed alle invasioni dei Turchi e dei corsari che, nel 1480, assediarono Otranto e provocò l’eccidio di 800 persone che rifiutarono la conversione all’Islam; è possibile ancora vedere gli scheletri di questi “martiri” presso la Cattedrale di Otranto.
Agli inizi del XVII secolo si assistette ad un periodo di crisi per la situazione economica di Taranto che, unita ai moti rivoluzionari in atto a Napoli, fece calare l’interesse spagnolo per il Regno di Napoli (che allora comprendeva anche la Puglia) e, con la famosa battaglia di Bitonto, questi territori passarono sotto il dominio borbonico.
Con la dominazione borbonica, ma soprattutto con il periodo napoleonico (1806-1815), in Puglia si verificò un rilancio dell’economia con l’abolizione del feudalesimo e la ristrutturazione dei latifondi che succedette anche ad una equa redistribuzione delle terre. Nel 1860 quindi, il re Francesco II delle Due Sicilie cadde sotto l’attacco della spedizione dei Mille garibaldini e la Puglia fu annessa al Regno d’Italia.
Nel Novecento la Puglia, grazie al Governo Giolitti, realizzò una delle opere più importanti della sua storia: l’Acquedotto Pugliese. Conosciuto ovunque come il più grande acquedotto d’Europa, permise di risolvere un problema che la tormentava da secoli: la penuria d’acqua. I lavori cominciarono nel 1906 e terminarono nel 1939.

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