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Lama degli Ulivi

5 March 2015

Il giardino botanico “Lama degli Ulivi” sorge nel Sud Italia, in Puglia, immerso nella campagna disseminata da ulivi millenari su un’estensione di circa 3 ettari.

Le quasi duemila specie di piante ospitate costituiscono solo uno dei punti d’interesse di questo percorso storico-botanico sviluppato lungo una depressione carsica, o lama, che crea meravigliosi angoli e prospettive. L’assoluta originalità di questo posto traspare subito agli occhi del visitatore sia per l’ambientazione che per l’accostamento di specie provenienti da ogni area del mondo, rendendo uno scenario apparentemente impossibile in natura ma così naturale in una simile convivenza. Possiamo dire che almeno nel mondo vegetale la globalizzazione non solo è possibile ma, addirittura, migliorativa.

Le piante sono qui accomunate da esigenze climatiche e di terreno: mancanza di fiumi, scarsità di piogge, caldo, vento sono condizioni con cui queste devono fare i conti per vivere in area pugliese con rocce affioranti e acqua salmastra erogata a piccoli sorsi.

La presenza tangibile di resti e testimonianze di civiltà che hanno abitato in passato questa area, di cui sono ancora visibili ruderi, grotte, chiese rupestri e muri a secco, evoca sensazioni davvero uniche. Il giardino è praticamente inglobato nei Vivai Capitanio Stefano che ne è il “creatore” e che qui sfoga la sua febbrile passione per il mondo delle piante, rimodellandolo continuamente e aggiungendo nuove specie provenienti da ogni dove. Aspettatevi, quindi, di vedere piante sconosciute e spettacolari di cui si sentirà parlare in futuro, perché è qui che il sig. Capitanio ambienta e verifica le esigenze delle piante che poi riproduce nel vivaio.

Il giardino non ha scopo di lucro ma ha bisogno di recuperare fondi per realizzare il grande progetto di restaurare le due chiese rupestri che ospita, risalenti circa all’anno mille e bisognose assolutamente di un rapido recupero. All’interno delle 2 chiese vi sono, infatti, affreschi che riportano immagini sacre. Le opere sono state realizzate e datate dal 1000 d.c. al 1200 d.c. ad opera di monaci fuggiti dall’impero ottomano durante una lunga persecuzione cristiana. Stabilitisi in queste aree, essi hanno trasformato grotte preesistenti in luoghi di culto e diffusione del Cristianesimo. Il giardino ha anche lo scopo di divulgare e proteggere queste testimonianze storico-culturali.

Ulteriori informazioni sulla storia, il luogo, le piante, saranno fornite. Su richiesta, dal sig. Intini Francesco, anche lui molto appassionato e a disposizione per accompagnarvi lungo i percorsi preposti alla visita.

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