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Il Marta di Taranto: alla scoperta del passato della nostra terra

Siamo a Taranto ormai da qualche giorno e ci siamo lasciati ammaliare abbastanza dal lungomare mozzafiato, dal castello aragonese, dall’insolito ponte girevole, dalla meraviglia dei due mari e dalla magia della città vecchia con i suoi vicoli permeati dagli odori della cucina casereccia.
Oggi la pioggia non ci ha concesso di passeggiare serenamente, ma abbiamo voluto comunque rendere memorabile questa nuovo giorno pugliese. Abbiamo così deciso di visitare il MARTA, museo archeologico nazionale, che ci ha lasciato piacevolmente sorpresi per l’abbondanza e il prestigio dei materiali esposti e per la chiarezza dei pannelli esplicativi e della guida, che ci ha permesso di immergerci pienamente nella storia più antica della regione.
Il museo si articola in due piani secondo un percorso cronologico che va, procedendo dal secondo al primo piano, dalle epoche più antiche alle più recenti. Si passa, così, dai reperti del periodo preistorico e protostorico, a quelli del periodo greco, per passare all’età romana e a quella tardoantica e altomedievale.
E’ eccezionale poter osservare da vicino gli antichi corredi funerari con piccole terrecotte, monili e specchi bronzei, che si arricchiscono col tempo fino ad arrivare ai preziosi esempi di raffinata oreficeria, alle gemme intarsiate e alle ceramiche finemente decorate. Importanti rinvenimenti testimoniano la grandezza raggiunta dalla città di Taranto in epoca romana: è il caso delle imponenti statue o dei pavimenti a mosaico.
A sbalordire, più di ogni altra cosa è la famosa Tomba dell’Atleta, della quale abbiamo ammirato il sarcofago originario con lo scheletro e il corredo funerario, composto dalle splendide anfore panatenaiche.
Ma è impossibile stilare una classifica dei reperti straordinari esposti.

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Visitare il MARTA significa visitare la storia più antica di queste terre, immaginarne le atmosfere e gli aromi, capire la mentalità delle sue genti e, in qualche modo, riappropriarsi delle proprie radici più remote. Un’esperienza da non perdere!

30 September 2016 Comments (0) Misc

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