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Il Carnevale di Putignano: la tradizione e la goliardia delle maschere

A fine gennaio aria frizzante e allegria sfrenata spazzano via la magia del Natale.

Il Carnevale di Putignano impazza con le sue maschere e i giganti in cartapesta raffiguranti personaggi della tradizione e caricature dei personaggi noti, destinati ad animare i famosi carri allegorici e realizzati con perizia e fantasia dai maestri cartapestai nelle loro affascinanti botteghe, pervase dall’odore di colla e carta bagnata.

Il Carnevale ha inizio il 26 dicembre con un evento sacrale ed uno popolaresco: si tratta della Cerimonia del cero, durante la quale la gente dona un cero alla chiesa, per chiedere perdono dei peccati che commetterà durante il Carnevale, e delle Propaggini, singolare appuntamento in occasione del quale si esibiscono teatranti satirici improvvisati, che, vestiti da contadini per omaggiare le origini agresti della festa, non risparmiano sarcasmo e sbeffeggiamenti verso i politici locali.

A partire dal 17 gennaio, ogni giovedì è dedicato a differenti categorie sociali quali i monsignori, i preti, le monache, i vedovi, gli scapoli, le donne sposate e i cornuti. Anticamente in questi giorni si organizzavano banchetti in maschera nelle vecchie taverne e la tradizione si ripropone oggi con musica e sagre. Per tre domeniche, invece, le strade sono animate dalle sfilate di carri allegorici.

Strettamente legata al Carnevale è la Festa dell’Orso, che si svolge il 2 febbraio (giorno della Candelora) durante la quale, attraverso una messa in scena teatrale, un personaggio travestito da orso, funge da oracolo prevedendo il futuro andamento climatico.

Il carnevale si conclude con la sfilata del Martedì Grasso, con il funerale del Carnevale, rappresentato da un maiale e con la cosiddetta Campana dei Maccheroni, anch’essa riproposizione di un antico rito che sanciva la fine dei bagordi e l’inizio della Quaresima: sul sagrato della Chiesa Madre viene posta una campana in cartapesta e si ascolta la registrazione di 365 rintocchi mentre si mangiano i maccheroni al sugo con la salsiccia e si danza prima che, a mezzanotte, due officianti cospargano il capo dei presenti con un pizzico di cenere.

Folklore e riti sacri attirano ogni anno turisti da ogni parte del mondo proiettandoli, tra gli effluvi dei dolci alla “farinella”, nella dimensione senza tempo della festa degli eccessi, in cui ogni scherzo è lecito ed esplodono, senza freni, l’euforia e lo spirito dionisiaco che ciascuno possiede in sé.

11 January 2016 Comments (0) Eventi, Riti e tradizioni

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