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La Puglia in tavola: i presidi Slow Food

Fiore all’occhiello della Puglia è, senza dubbio, la sua gastronomia, basata sui prodotti semplici di una terra fertile preparati con sapienza e fantasia. Non a caso alcuni di questi, equamente distribuiti nelle diverse zone della regione, sono stati orgogliosamente inseriti tra i presidi slow food.
Per citarne alcuni, è impensabile una vacanza in Valle d’Itria senza cedere al gusto del capocollo di Martina Franca con il suo aromatico e peculiare sapore di bosco. Fanno pendant ai salumi, specialità casearie tra cui il pallone di Gravina, un formaggio che, dopo una paziente stagionatura, assume un gradevole sapore acidulo e piccantino.
Dolce e fresca, perfetta come apri pasto o per accompagnare qualunque pietanza è, invece, la pastinaca di Polignano, una carota particolarmente saporita che allieta il palato e rallegra le tavole grazie ai suoi colori, che vanno dal giallo, all’arancione, al viola intenso. Altrettanto colorata e versatile è la cipolla rossa di Acquaviva, rinomata per la sua dolcezza e ottima da mangiare cruda in sfiziose insalate o cotta per conferire un tocco in più ad ogni portata.
Tra le cruditè è importante segnalare due speciali varietà di pomodoro: il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, dolce e succoso, e il pomodoro regina di Torre Canne, con la buccia spessa e la particolarità di poter essere utilizzato anche dopo essere stato lasciato appassire, appeso in grappoli, ad ornare le volte rustiche delle masserie locali.
Non mancano legumi introvabili altrove come il cece nero della Murgia o la fava di Carpino, legumi che devono la loro forma peculiare e il loro sapore insolito alle proprietà dei terreni in cui sono cresciuti.
Da sempre noto e degno di lode è il pane di Altamura con la sua crosta croccante e dorata e la una mollica compatta, frutto della sapiente mescolanza degli ingredienti e della cottura in forno a legna.
A completare un pasto marchiato slow food partecipano anche varietà di frutta come la morbida e profumata albicocca di Galatone o la mandorla di Toritto con la sua speciale consistenza burrosa; infine i dessert, sfiziosi nell’ aspetto e nel sapore.
Tra questi merita menzione il biscotto di Ceglie, preparato con un impasto a base di mandorle e ripieno di confettura di ciliegia o uva, ma rivisitato anche in golose varianti che prevedono l’uso del cioccolato o di una glassa zuccherina.

30 January 2017 Comments (0) Food

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